Perché si scrive?

Perché si scrive Una bellissima citazione di De André sul perché si scrive, esprime in pieno quella che per molti è la ragione intrinseca della scrittura:

Perché scrivo? Per paura. Per paura che si perda il ricordo di me.

Fabrizio De André

Non so se questa sia l’unica ragione, o una buona ragione per scrivere, ma di sicuro anche chi scrive solo per fare Branding o Personal Branding, sceglie la scrittura non a caso con l’intento di farsi ricordare.

Perché si scrive? Per raccontare o per farsi ricordare

D’altronde, la base di un buon Storytelling non è, forse, fare in modo che la gente si ricordi del tuo Brand?

E dunque perché si scrive allora? Per paura, per coraggio, per affermarsi, per cosa?

In questi anni ho scritto molto, per lavoro, per passione, per sfogarmi, per raccontare qualcosa.

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Fa parte credo del mio DNA.

Anche quando non scrivo per qualche giorno, qualcosa mi costringe a ritornare alla scrittura, che in fondo è il mezzo più familiare che conosca.

Da ragazza volevo fare la giornalista, mi appassionava l’idea di scrivere per informare.

Mi sembrava l’unica strada, non c’era Internet come lo conosciamo oggi e non c’erano soprattutto i Blog.

Quindi come potevo raccontare qualcosa che non rimanesse chiuso nel mio diario?

Com’è cambiata la diffusione dei contenuti

Ho scritto per un anno su un giornale regionale. Mi piaceva, parlavo di eventi culturali, intervistavo, assistevo a Conferenze.

Poi ho scoperto che potevo informare e raccontare sul web in un modo completamente diverso, nuovo, senza limiti geografici.

Se penso a com’è cambiato il concetto di diffusione di contenuti, mi chiedo cosa ne avrei pensato all’epoca.

Mi sembrava incredibile già solo l’idea di poter raggiungere potenzialmente un’intera Regione, la Sicilia, che contava milioni di persone.

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Ma oggi con un solo contenuto potresti arrivare dall’altra parte del mondo.

La diffusione dei contenuti non ha confini, con un contenuto di qualità potresti raggiungere tranquillamente persone in Cina o in Brasile, e perché no? Magari in Australia.

Quando guardo le statistiche del mio Blog spesso vedo visite dal Canada, dagli USA e penso a quanto sia incredibile quest’epoca in cui in un solo clic puoi davvero arrivare a chiunque.

Perché si scrive? Per raccontarsi o raccontare il proprio lavoro

Credo che aprire un Blog racchiuda tante cose e non c’è una ragione giusta o sbagliata per scrivere, c’è una ragione più che altro personale o professionale.

Ma esiste davvero una differenza tra le due?

Mi è capitato di porre questa domanda su Linkedin, se esiste davvero differenza tra raccontarsi e raccontare il proprio lavoro.

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Molti mi hanno scritto che la differenza è sottile, e anche io la penso così.

Quando ho aperto questo Blog, lo immaginavo come uno spazio aperto in cui scrivere tutto quello di cui mi va di parlare senza troppa rigidità.

Ma è pur vero che per lavoro mi occupo di creare strategie per le Aziende, quindi il mio raccontarmi e il raccontare il mio lavoro sono davvero così distanti?

Io non credo, in qualche modo finisco sempre per  raccontare il mio lavoro, perché molte delle esperienze che mi ispirano nascono da momenti lavorativi diversi.

Perché si scrive allora? Per raccontare chi sei, mi verrebbe da dire, e chi sei non è forse anche il lavoro che fai?